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Zero waste: cos’è?

Zero waste: cos’è? Come iniziare?

Lo zero waste, il nome parla da sé, è l’idea di vivere una vita senza creare spazzatura, intesa come qualunque cosa finisca in una discarica o inceneritore. Con lo stile di vita zero waste si cerca di ridurre anche il quantitativo di rifiuti riciclabili e si cerca di riutilizzare quello che abbiamo a disposizione.

zero wasteQuesto movimento nasce dal fatto che vengono prodotte così tante tonnellate di rifiuti ogni giorno, che non è più possibile riciclarli e basta per ridurre l’impatto ambientale ma bisogna iniziare a ridurre la quantità di rifiuti che produciamo, partendo direttamente da noi.

Il nome “zero waste” è un po’ errato nel senso che una produzione 0 di rifiuti è praticamente impossibile da avere. Possiamo quindi parlare di “minimal waste” cioè cercare di produrre il minimo possibile di rifiuti. Con questo dobbiamo riflettere sul fatto che ogni azione che compiamo, lascia un segno, ha un impatto sull’ambiente. E questo vale sia in senso positivo che negativo. Se tante persone fanno una piccola azione positiva per l’ambiente, la somma di tutti questi porterà ad un gran risultato.

Ma come possiamo diventare più “zero waste”?

Lo stile di vita zero waste non è una gara, non è un cambiamento radicale che si fa da un momento all’altro. Questo perché serve informazione, consapevolezza, coscienza e tanta tanta forza di volontà.

Partiamo dicendo che vivere una vita zero waste è un percorso fatto di tanti piccoli passi che ci porteranno, non alla perfezione ma ad un miglioramento. Non cerchiamo la perfezione ma cerchiamo di fare scelte migliori per l’ambiente e anche per noi. Ogni acquisto, ogni azione, ogni cosa che decidiamo di fare, possiamo farla nel modo più sostenibile che possiamo. 

Ognuno di noi, quando ha iniziato la sua strada verso una vita con meno rifiuti si è sentito sopraffatto da tutte le informazioni, da tutte le cose che avrebbe dovuto cambiare, comprare, imparare magari a farsi da solo. Questo spesso ha portato a pensare che un percorso meno impattante fosse faticoso, costoso e impegnativo più di quanto si potesse immaginare. Ma non è così!

Come abbiamo già detto, il percorso verso uno stile di vita più “green” è fatto di piccoli passi. Facendo piccoli passi non avremo questa sensazione di sopraffazione, di impegno esagerato e, anche se dovremmo fare qualche acquisto iniziale per migliorare la nostra situazione, non ci peserà perché non dovremmo affrontare tutto insieme.

Alla base della filosofia “zero waste” troviamo la regole delle “cinque R“, ideata da Bea Johnson, eco-blogger britannica e autrice del best seller “Zero Waste Home” che, con la sua famiglia composta da 4 persone, è riuscita a ridurre quasi completamente la propria spazzatura.

Ma cosa sono le “cinque R”?

  • Refuse (rifiutare)
  • Reduce (ridurre)
  • Reuse (riutilizzare)
  • Recycle (riciclare)
  • Rot (compostare)

Vediamole insieme nello specifico.

Refuse – rifiutare

Il primo passo che possiamo fare per ridurre al minimo la produzione di rifiuti è impedire che entrino in casa nostra, in questo modo non dovremmo poi ridurre, riutilizzare, ecc. Dobbiamo imparare a dire “no” ai rifiuti che possiamo evitare fin da subito.

Tra questi troviamo i prodotti usa e getta o comunque che hanno una durata di vita molto breve (borse della spesa, stoviglie in plastica, teglie monouso, cotton fiock, ecc).

I volantini che troviamo nella posta, insieme a tutti quelli con cui veniamo in contatto durante l’anno nei periodi per esempio natalizi o di saldi, la pubblicità, ecc, sono un esempio lampante di rifiuto che possiamo non far entrare in casa nostra perchè la sua strada verso la pattumiera è decisamente corta.

Dobbiamo quindi dire no a tutto quello che sappiamo che finirà immediatamente o molto velocemente nell’immondizia.

Reduce – Ridurre

Ridurre significa fare acquisti consapevoli, necessari, evitando di comprare il superfluo.

Va evitato quindi tutto lo shopping impulsivo o anche qui tutti i prodotti che presto finiranno nell’immondizia come può essere la moda low cost o l’elettronica a basso costo che, come ben sappiamo, molto spesso dura poco e finisce in fretta buttata.

La parte più importante della nostra strada “zero waste” per ridurre è la spesa. Quando andiamo al supermercato la prima cosa da fare è portarci le nostre borse, ormai ne esistono di milioni di tipi, in plastica rigida (la plastica, se funzionale e molto durevole come può essere la borsa della spesa, non è sempre da demonizzare), in stoffa, i carrellini. 

Poi riflettiamo bene quando acquistiamo: il primo consiglio è una lista della spesa ben ponderata e ben pensata. Se abbiamo la dispensa piena di pasta o riso, non servirà acquistarne altra con il rischio di doverla gettare quando ce la dimentichiamo lì per anni.

Ricordiamoci anche di fare la spesa a stomaco pieno, dopo aver mangiato, sembra un consiglio ridicolo, ma avere la pancia piena in mezzo a corsie piene di buon cibo, ci eviterà di fare acquisti impulsivi e di cibo spazzatura.

Poi pensiamo di fare una spesa di prodotti sfusi, ormai abbastanza diffusi sul territorio italiano, anche se non ancora così tanto da farci lasciare il nostro supermercato di fiducia. (Qui trovi una mappa con segnalate attività che si occupano di sfuso)

L’acquisto dell’acqua è sempre meglio effettuarlo tramite le bottiglie di vetro con il vuoto a rendere, le casette dell’acqua (spesso gratuite o a bassissimo prezzo), addolcitori o depuratori direttamente al rubinetto. In questo modo evitiamo l’usa e getta della bottiglia in plastica.

Un’altra cosa da evitare durante la spesa è l’acquisto di cibo già porzionato, frutta già tagliata o sbucciata (dai, possiamo benissimo farlo noi a casa!) e preferire prodotti che non sono già imballati in plastica (anche qui il fruttivendolo è l’ideale).

Altro punto dolente nel fare la spesa è il settore detergenza: la maggior parte dei prodotti sono imballati in flaconi di plastica che, dopo l’uso, finiscono irrimediabilmente nell’immondizia. Possiamo quindi optare per la detergenza solida per quanto riguarda l’igiene personale e lo sfuso per i detergenti per la pulizia della casa. Possiamo anche optare, se ce la sentiamo, per l’autoproduzione di prodotti per la pulizia della casa. Trovate qualche spunto sul sito di “Mamma chimica“.

Reuse – Riutilizzare

Con riutilizzo intendiamo proprio l’uso di prodotti che non sono monouso quindi usa e getta.

La nostra casa è già piena di questo genere di prodotti a cui possiamo aggiungerne altri per migliorare il nostro stile di vita:

  • bottiglie di vetro o borracce anziché bottiglie di plastica
  • pannolini lavabili anziché usa e getta
  • assorbenti lavabili anziché usa e getta
  • tovaglioli in stoffa anziché usa e getta
  • piatti e posate che già usiamo anziché quelli usa e getta
  • vecchi asciugamani o stracci in stoffa anziché gli scottex

Questi sono solo alcuni esempi ma ben lampanti della nostra predisposizione ad utilizzare prodotti monouso.

Un’altra cosa che ricalca il riutilizzo è cercare di aggiustare anziché buttare alla prima difficoltà. Comprensibile che non tutto si può aggiustare, cerchiamo comunque di fare lo sforzo di provarci. (I paw patrol, cartone animato in voga negli ultimi anni dicono “riciclare è meglio che buttare”. E se lo dicono loro!)

Recycle – Riciclare

Abbiamo fatto nostre le prime 3 regole delle “cinque R” e arriviamo alla quarta, il riciclo.

Come dicevamo sopra, non tutto può essere aggiustato e sicuramente qualche prodotto che va nell’immondizia lo abbiamo. Quindi dobbiamo impegnarci a riciclarlo.

Informiamoci quindi sul corretto smaltimento di ogni materiale che ci troviamo davanti e svolgiamo sempre correttamente e al meglio la raccolta differenziata. Ci sono prodotti o oggetti di cui non siamo sicuri? Esistono applicazioni (Junker per la differenziata) che ci possono aiutare ma sicuramente il nostro comune o chi si occupa per esso della raccolta differenziata, ha messo a disposizione un vademecum per smaltire correttamente ogni rifiuto.

Per esempio gli scontrini non vanno nella carta ma nella indifferenziata (anche se adesso ci sono aziende che li stanno modificando per evitare questo), l’olio esausto non va gettato nel lavandino o nel water ma va portato alla piattaforma ecologica più vicina a noi, gli escrementi dei nostri animali domestici non vanno nell’umido (con il rischio di contaminare) ma nell’indifferenziata, e ricordiamo che gli oggetti ingombranti vanno fatti ritirare per gettarli correttamente.

Rot – Compostare

Il compost è un ottimo modo per ridare alla terra quello che le abbiamo tolto e abbiamo diverse possibilità per farlo.

Il primo modo è il semplice ed intuitivo ed è di destinare tutto il prodotto organico direttamente alla raccolta differenziata.

Il secondo modo è quello di compostare direttamente i rifiuti domestici attraverso le compostiere. Ce ne sono da giardino e anche da balcone per chi il giardino non lo ha. Ci sono ovviamente delle regole da rispettare ma è più semplice di quel che si creda. Alcuni comuni addirittura forniscono una piccola compostiera ai cittadini che ne fanno richiesta o fanno uno sconto sulla tassa sui rifiuti per chi ne acquista una.

 

Quindi non abbiamo più scuse per iniziare il nostro percorso “zero waste”.

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