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Zero waste: come iniziare

Zero Waste come iniziare?

Abbiamo visto nel post scorso che lo zero waste è una filosofia di vita, un modo d’essere ed è un percorso fatto di piccoli passi. Diversamente ci troveremmo spiazzati da tutte le informazioni, da tutto quello che c’è da sapere, da fare e anche qualcosa da comprare. Per questo in questo articolo vediamo “zero waste come iniziare?“.

E’ una domanda che spessissimo mi viene posta in quanto ho fatto dello zero waste la mia filosofia di vita, della mia intera famiglia e avendo un’attività che si occupa di questo, tante persone si affidano a me per questo. Ma da dove iniziare? Vediamo i 10 passi che possiamo compiere per iniziare ad essere meno impattanti e più sostenibili.


1° passo: l’acqua

Una delle prime cose che ci mette di fronte alla immensa quantità di rifiuti che facciamo è l’acqua. Viviamo in un secolo in cui si è cercato di eliminare tutto quello che pareva scomodo per passare alla plastica e all’usa e getta. E abbiamo creato le bottiglie in plastica: una grandissima invenzione ma che ci si è ritorta contro.

Il primo passo della nostra guida “zero waste come iniziare” riguarda proprio questo cambiamento: eliminare le bottiglie di acqua di plastica che inondano i nostri mari e passare al vetro. Abbiamo diverse possibilità, tutte perfettamente percorribili.

  • acquistiamo bottiglie di vetro con il servizio a domicilio e il vuoto a rendere. Non avremo neanche il problema di dover riciclare il vetro perché verrà riutilizzato.
  • riempiamo le bottiglie in vetro (Ikea ne vende a prezzi piccolissimi e non ce ne servono chissà quante) alle casette dell’acqua che ormai ci sono in quasi tutti i comuni. Qui trovi una mappa con le casette dell’acqua presenti in Italia, se ne conosci alcune non segnate, fallo presente, aiuterai anche altri come te.
  • fuori casa usiamo le borracce, sono comode, piccole, belle e avremo bevande calde in inverno e fresche in estate. Alcuni istituti scolastici le regalano ai ragazzi e ai bambini per farle riempire direttamente a scuola.
  • l’acqua del rubinetto è potabile in quasi tutta Italia. E se non ne gradiamo il gusto o, dopo analisi, vediamo che c’è qualche sostanza non tanto “buona” possiamo installare un depuratore o un addolcitore. In questo modo potremmo riempire le bottiglie di vetro ogni volta che vogliamo.

2° passo: raccolta differenziata

Abbiamo a disposizione in quasi tutta Italia un ottimo servizio di ritiro al domicilio dell’immondizia. Oltre ad essere giusto sfruttarla, ricordiamoci che è un servizio che paghiamo e, più facciamo la raccolta perfettamente, meno ci costerà il servizio a lungo andare. 

raccolta differenziata

Quasi ogni comune mette a disposizione il calendario dei ritiri e un vademecum su dove infilare i vari prodotti: teniamolo sotto mano e leggiamolo quando non siamo sicuri perché ogni comune, ogni piattaforma di smaltimento ha le sue regole. Altrimenti c’è anche l’app per cellulari Junker, che ci indica dove gettare correttamente l’immondizia.


3° passo: detergenti

Quando andiamo a fare la spesa, dopo aver acquistato il cibo, arriviamo alla parte detergenza. E qui inizia lo scempio perché OGNI cosa che dobbiamo acquistare è in flaconi di plastica, poco ecologica o niente affatto e spesso anche inquinante. 

La soluzione è il passaggio graduale, alla fine dei detergenti che abbiamo già, a quelli solidi o comunque ecologici. Ci sono tantissime realtà che rivendono questi prodotti (L’Arca di Noah è una di queste ovviamente) e possiamo quindi iniziare a pensare ad una detergenza più green.

zero waste

Abbiamo a disposizione praticamente ormai quasi tutto solido o ecologico (ecologico davvero!): sapone, shampoo, balsamo, bagnodoccia, detergenti per il viso, scrub per il viso e per il corpo, maschere per i capelli, dentifricio, detersivi per i piatti, per la pulizia della casa, per i pavimenti, per il bucato. Affidiamoci a queste attività, spesso attività piccoline, di famiglia e iniziamo dal prodotto che consumiamo di più per poi passare al secondo e così via. In poco tempo avremo solo prodotti non inquinanti (nemmeno per noi!) e non ci accorgeremo neanche della spesa.


4° passo: la spesa

Quando andiamo a fare la spesa, che sia al supermercato che sia al mercato rionale o di paese, portiamoci le nostre borse. Ce ne sono di ogni tipo, colore e forma: vanno bene anche quelle giganti in plastica perché ricordiamo che la plastica, se ben usata, non è il demonio e in questo caso le borse vengono utilizzate praticamente all’infinito. Esistono anche i carrellini, comodi e anche qui eterni. 

In questo modo non dovremmo accingere alle borse che ci da il supermercato, di plastica biodegradabile che appena arrivati a casa buttiamo perché di solito si sono disintegrate sotto il peso della spesa. Meglio averne di riutilizzabili. 

Se invece andiamo al mercato possiamo addirittura pensare di farci mettere la spesa direttamente nelle nostre borsine, magari in stoffa, frutta e verdura ci stanno perfettamente e non dovremo sprecare sacchetti di carta.


5° passo: lo sfuso

Anche in questo caso, un passo alla volta, iniziamo a capire dove possiamo acquistare prodotti sfusi (ormai ce ne sono un po’ ovunque) e poi andiamo là a fare la spesa. Troviamo pasta, riso, legumi, cereali per la colazione, zucchero, sale, detersivi e molto altro. In questo modo non avremo un sacco di packaging da buttare via alla fine e potremmo acquistare la quantità di prodotto che realmente ci serve.

spesa sfusa


6° passo: eliminare gli usa e getta

Come abbiamo detto prima per quanto riguardava le bottiglie di plastica, ormai siamo circondati da un sacco di prodotti usa e getta. Questi prodotti usa e getta hanno però, proprio come per le bottiglie, la loro controparte riutilizzabile.

Piatti, posate, bicchieri, teglie, tovaglioli, cannucce, dischetti struccanti, cotton fiock, pannolini, assorbenti sono tra i prodotti più utilizzati nella versione usa e getta. Anche qui, un passo alla volta, capiamo quale prodotto usiamo di più e, finito l’usa e getta, utilizziamo il lavabile/riutilizzabile. Le stoviglie sicuramente le abbiamo già in casa senza necessità di acquistarne, il resto, se non lo abbiamo, possiamo pensare di acquistarlo man mano che ne abbiamo la necessità, ricordando che non tutte le cose, anche se esistono, sono necessarie. zero waste

Un esempio lampante sono le feste, i barbecue, le piccole cerimonie sul terrazzo o in giardino: pullulano di stoviglie e bottiglie usa e getta. Possiamo partire proprio da qui e iniziare ad utilizzare quelli che già abbiamo, farceli prestare se non bastano, usare bottiglie in vetro. Altrimenti esistono le stoviglioteche (anche l’Arca di Noah ne ha una) che mettono a disposizione stoviglie lavabili e riutilizzabili a titolo gratuito.


7° passo: la moka

Non ci pensiamo mai ma le macchinette del caffè sono diventate un punto saldo in cucina. E’ un caffè buono, velocissimo da fare, semplice da gestire. Ma le cialde? Plastica che va a finire nell’indifferenziata, con all’interno ancora il caffè e che inquina la nostra terra. La soluzione più a buon mercato, più veloce e semplice è tornare all’uso della moka che sicuramente in qualche anfratto della nostra cucina abbiamo conservato per qualche motivo. La moka è una, non inquina, è veloce da usare, il caffè è buono e non lascia residui che vanno gettati nell’immondizia, se non il caffè che però va a finire nell’umido.moka

In alternativa esistono e sono ottime, le cialde ricaricabili con il caffè solubile, create per le macchinette. Una cialda da riempire con il caffè che preferiamo che va poi svuotata, lavata e riutilizzata quando vogliamo.


8° passo: cerca un’alternativa

alternativaE’ più semplice di quanto si possa pensare ma per molti oggetti che utilizziamo in versione  usa e getta, possiamo trovare alternative alla nostra portata per evitare di inquinare. Ne abbiamo già viste parecchie di alternative qui sopra  ma pensiamo anche alla conservazione dei cibi: è necessario il sacchetto di plastica usa e getta quando siamo pieni di contenitori di plastica rigida o di vetro che sono perfetti per lo scopo? Ci basterà guardarci intorno e la soluzione spesso è già a portata di mano.


9° passo: acquista meno ma più consapevole

Quando fai a fare la spesa il trucco è quello di andarci a stomaco pieno per evitare acquisti impulsivi. Lo stesso vale per quando andiamo a fare shopping: pensiamo se quello che abbiamo visto ci serve davvero, riflettiamo. Se entro 30 secondi non abbiamo dato una risposta, probabilmente non ci serve e possiamo farne a meno.

Viviamo in case piene di oggetti, utilizziamo prima quello che abbiamo già, sfruttiamolo fino a fine vita e poi pensiamo di acquistarne ancora. Possiamo usare questo metodo per ogni ambito della casa: il cibo, i detergenti, i vestiti, i trucchi, ecc.

spendere meno

Dobbiamo fare acquisti più consapevoli e goderci l’utilizzo di quello che acquistiamo, anziché accumulare senza piacere.


10° passo: autoproduzione

E’ un passo che spesso fa paura perché pensiamo all’autoproduzione come al diventare il “piccolo chimico” ma non è così. Possiamo partire dall’autoproduzione del cibo: il pane fatto in casa, la torta genuina perfetta per la merenda dei figli a scuola, la pizza il sabato sera impastata a mano, la pasta fatta in casa, ci sono tantissime cose che acquistiamo già fatte ma che potremmo tranquillamente farci da soli senza neanche troppa fatica.autoproduzione

Poi ovviamente abbiamo l’autoproduzione di detergenti o simili e lì è meglio affidarsi a siti specifici come per esempio Mamma Chimica che ci aiuta a produrre detergenti per la casa in maniera efficace ed ecologica. Ricordiamo che acido citrico e percarbonato sono alla portata di tutti e possiamo usarli in moltissimi modi!

Grazie per aver letto la nostra guida “zero waste come cominciare”. E tu? Da quale passo vuoi partire?

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