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Una mattina con Plastic Free Onlus

Fin da quando è nato Noah abbiamo sempre cercato di educarlo al massimo delle nostre possibilità. Siamo umani e sbagliamo tantissimo. Ma la cosa per me più importante è sempre stata educarlo alla sostenibilità.

Siamo vegetariani, cerchiamo di essere il più possibile “zero waste” e di essere meno impattanti possibile. Ma farlo in casa è un conto. Volevo quindi fargli provare qualcosa di diverso fuori casa. 

Il 18 aprile è stata l’occasione giusta: una mattina di raccolta rifiuti organizzata da Plastic Free Onlus con referente di zona Barbara Cavanna.

Plastic Free Odv Onlus è un’associazione di volontariato nata il 29 Luglio 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide. Nata come realtà digitale, nei primi 12 mesi ha raggiunto oltre 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 550 referenti in tutt’Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione in questa tematica.

Poteva quindi essere l’occasione giusta per fare qualcosa di concreto e intanto educare noi stessi e Noah nello stesso momento.

La raccolta era prevista ad Imbersago (LC), nella zona del Santuario della Madonna del Bosco, un posto bellissimo ma purtroppo maltrattato.

Iniziamo

Incontro previsto per le ore 9 nel parcheggio perché è la zona più presa di mira dai rifiuti: la gente si ferma e lascia lì la propria immondizia.

L’abbandono dei rifiuti sul suolo pubblico è una di quelle cose che il mio cervello non è mai stato in grado di elaborare. Vivendo molto vicino ad una strada statale provinciale ho visto tutta la vita l’immondizia ammorbare le strade, i boschi, il fiume sotto casa. E mai ho capito la motivazione che può spingere una persona a lasciare i propri rifiuti in giro, tenendo anche conto che comunque ogni anno tocca comunque pagare le tasse sui rifiuti e, ogni disservizio come questo, porta ad alzare le tasse a tutti.

La mattina è iniziata con il check, eravamo circa una ventina, la distribuzione delle magliette, dei sacchi e dei guanti per chi non li aveva. 

Poi ci siamo divisi in 2 gruppi: alcuni nella zona del parcheggio, altri nella zona sotto perché il parcheggio è su una zona scoscesa e i rifiuti finiscono sotto quando vengono lanciati.

C’erano con noi diverse persone con tagliaerba, motoseghe che hanno pulito la zona in modo che noi potessimo recuperare tutta l’immondizia. 

C’era di tutto. Davvero di tutto. Tolte le cose più normali come centinaia di bottiglie, confezioni di cibo vario, fazzoletti e mozziconi, abbiamo trovato lavandini, copertoni, ruote, una bambola gonfiabile, paraurti di auto, assorbenti, confezioni di preservativi.

Finita la pulizia della zona parcheggio, che ha impegnato buona parte della mattina, ci siamo spostati tutti insieme nel prato della piattaforma ecologica che aveva plastica interrata dovuta alla pacciamatura effettuata anni prima.

E Noah?

E in tutto questo Noah è stato molto attivo. Ha impiegato un po’ di tempo a prendere confidenza ma ci ha seguiti a raccogliere in ogni punto, ha usato la sua pinza per raccogliere, si è messo i suoi guanti piccolini e raccoglieva i mozziconi in giro. Sono stata davvero fiera di lui perché si è impegnato molto, nonostante i neanche 3 anni. 

A fine mattinata abbiamo raccolto circa 50 sacchi.

Come madre non posso non insegnargli il rispetto per l’ambiente, per la natura, per quello che ci circonda. Oggi ha visto com’è realmente il mondo e che c’è da fare, tanto da fare. Ma ha visto anche che c’è chi ce la mette tutta, chi si tira su le maniche e si da da fare.

E’ stata una bella mattina, scambi di chiacchiere, caffè, brioche, risate, ancora chiacchiere. Una cosa da rifare. Una cosa che ognuno di noi può fare nel suo piccolo tenendo pulite le zone intorno alla propria casa, non sporcando.

Vi invito a seguire quindi Plastic Free sui social per rimanere sempre informati sulle raccolte e i progetti.

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